St. Joseph’s Cathedral: where Pope Francis prayed hours before saying the first-ever papal Mass on the Arabian Peninsula

St. Joseph's Cathedral in Abu Dhabi, UAE, rebuilt on a new site in 1981-1983, visited privately by Pope Francis in 2019 before the first papal Mass on the Arabian Peninsula
St. Joseph’s Cathedral, Abu Dhabi, UAE. Photo: Clintonrebeiro, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti · ricostruita 1981-1983 · sede del vicariato apostolico dell’Arabia Meridionale, un tempo ad Aden, nello Yemen · qui papa Francesco pregò il 5 febbraio 2019, poche ore prima della prima messa papale della storia sulla penisola arabica

St. Joseph’s Cathedral: where Pope Francis prayed hours before saying the first-ever papal Mass on the Arabian Peninsula

Ad Abu Dhabi, il primo terreno per una chiesa cattolica fu donato già nei primi anni Sessanta dallo sceicco Shakhbut bin Sultan Al Nahyan, allora sovrano dell’emirato; un nuovo sito nel quartiere di Al Mushrif fu concesso, secondo alcune fonti nel 1977, per volere dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, con la prima pietra posata il 19 marzo 1981 e la consacrazione della cattedrale attuale il 25 febbraio 1983 da parte del cardinale Angelo Rossi. Il vicariato apostolico dell’Arabia Meridionale, erede di una prefettura apostolica eretta nel 1875 e poi vicariato di Aden dal 1888, aveva sede originariamente ad Aden, nello Yemen; secondo Wikipedia, sebbene le fonti primarie citate non siano più verificabili online, la sede fu trasferita ad Abu Dhabi negli anni Settanta, in coincidenza con l’instabilità politica yemenita successiva al ritiro britannico del 1967 e la successiva presa di potere di un governo marxista che chiuse chiese e nazionalizzò le scuole cattoliche; l’anno esatto del trasferimento, 1973 o 1974 a seconda della fonte, resta incerto. Un periodo di sede vacante di circa sei anni, dal 1969 al 1975, precedette il vicario apostolico Giovanni Bernardo Gremoli, in carica dal 1975 al 2005; l’attuale vicario apostolico è Paolo Martinelli, cappuccino, in carica dal 1° maggio 2022, succeduto a Paul Hinder, che guidò la sede dal 2005. Il 5 febbraio 2019, durante il suo storico viaggio negli Emirati Arabi Uniti — la prima visita di un papa sulla penisola arabica — papa Francesco compiò una visita privata in questa cattedrale, incontrandovi circa trecento fedeli, secondo un documento primario vaticano, prima di celebrare, poche ore dopo, la prima messa papale della storia sulla penisola, allo Zayed Sports City Stadium, davanti a una folla stimata tra le centotrentacinquemila e le centottantamila persone secondo fonti giornalistiche, cifra non pubblicata ufficialmente dal Vaticano in forma esatta. Il vicariato conta, secondo stime convergenti, tra novecentomila e oltre un milione di cattolici, in gran parte lavoratori migranti filippini e indiani, in un paese dove la legge federale vieta formalmente croci e campanili visibili sulle chiese, sebbene alcune chiese di Abu Dhabi, Dubai e Sharja li espongano comunque senza che il divieto venga fatto rispettare in modo sistematico, secondo i rapporti del Dipartimento di Stato statunitense; non risulta verificabile se questa specifica cattedrale esibisca tali simboli. A Natale 2023, secondo una testata locale, la cattedrale celebrò ventidue messe in tredici lingue, dalla vigilia al giorno di Natale, per accogliere la propria comunità.

About St. Joseph’s Cathedral

In Abu Dhabi, the first land for a Catholic church was donated in the early 1960s by Sheikh Shakhbut bin Sultan Al Nahyan, then ruler of the emirate; a new site in the Al Mushrif district was granted, per some sources in 1977, at the instruction of Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan, with the foundation stone laid on 19 March 1981 and the current cathedral consecrated on 25 February 1983 by Cardinal Angelo Rossi.

Key facts

  • 19 March 1981: foundation stone laid on the Al Mushrif site
  • 25 February 1983: consecrated by Cardinal Angelo Rossi
  • 5 February 2019: Pope Francis privately visits, hours before the first papal Mass on the Arabian Peninsula
  • Seat of the Apostolic Vicariate of Southern Arabia, once based in Aden, Yemen
  • Vicariate serves an estimated 900,000 to over 1 million Catholics, mostly migrant workers
  • Christmas 2023: 22 Masses celebrated in 13 languages

History

Rebuilt on land granted by Abu Dhabi’s ruling family after an earlier Aden-based vicariate was disrupted by Yemen’s political instability in the 1970s, this cathedral became, on 5 February 2019, the site of a private papal visit hours before Pope Francis celebrated the first Mass ever said by a pope on the Arabian Peninsula, at Zayed Sports City Stadium nearby. It now anchors a vicariate of roughly a million Catholics, almost entirely foreign workers, whose Christmas schedule alone runs to 22 Masses in 13 languages.

What you see

A modernist white facade bears bilingual English-Arabic signage identifying it as a Catholic cathedral, above wooden entrance doors and a mosaic image near the forecourt where a palm tree and paved plaza greet visitors and parishioners.

Practical information

  • Opening hours: generally open daily outside services; check current hours before visiting
  • Address: Al Mushrif, Abu Dhabi, UAE (exact street address disputed across sources)

Getting there

The cathedral stands in the Al Mushrif district of Abu Dhabi. GPS: 24°26′57″N, 54°23′07″E.

Nearby

  • Zayed Sports City Stadium — site of Pope Francis’s 2019 Mass, the first ever on the Arabian Peninsula

Sources

  • Wikipedia — “St. Joseph’s Cathedral, Abu Dhabi” and “Apostolic Vicariate of Southern Arabia”
  • Vatican.va and press.vatican.va — official itinerary and bulletin, Pope Francis’s February 2019 UAE visit
  • Catholic-Hierarchy.org and GCatholic.org — Apostolic Vicariate of Southern Arabia records
  • Khaleej Times — “Abu Dhabi church to mark Christmas with 22 masses in 13 languages,” December 2023
  • US State Department — International Religious Freedom Report, United Arab Emirates

Hero image: St. Joseph’s Cathedral, Abu Dhabi, by Clintonrebeiro, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Editorial text © Cultural Heritage Online, 2026.

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