Metropolitan Cathedral of San Salvador: tomb of a martyred saint, and the site of a funeral massacre that killed dozens
Nel cuore storico di San Salvador, sulla piazza Barrios, l’attuale cattedrale metropolitana è la terza costruita su questo sito: la prima, eretta nel 1842, fu distrutta da un terremoto nel 1873; la seconda, in legno, brucerà nel 1951. La prima pietra dell’edificio attuale fu benedetta dall’arcivescovo Luis Chávez y González il 12 ottobre 1956, ma i lavori si interruppero per decenni durante la guerra civile salvadoregna (1979-1992) e la cattedrale fu completata e consacrata solo il 19 marzo 1999 dall’arcivescovo Fernando Sáenz Lacalle; i piani originali, giunti dalla Germania, sono attribuiti all’architetto Dominikus Böhm, morto però nel 1955 prima dell’inizio dei lavori, mentre la direzione esecutiva del cantiere fu affidata agli architetti spagnoli Joaquín González Miranda e Joaquín Loras. La facciata originale, un mosaico di duemilasettecento piastrelle in ceramica dell’artista Fernando Llort intitolato “Armonia del mio popolo” e concepito come omaggio agli accordi di pace del 1992, fu rimossa senza consultare né l’artista né le autorità culturali nel dicembre 2011 per ordine dell’arcivescovo José Luis Escobar Alas, suscitando una controversia nazionale mai del tutto sopita; una fonte enciclopedica riporta invece il dicembre 2012, ma le cronache dell’epoca sono concordi sul 2011. Nella cripta di questa cattedrale riposa monsignor Óscar Romero, arcivescovo di San Salvador assassinato il 24 marzo 1980 da un cecchino non alla cattedrale ma nella cappella dell’Ospedale della Divina Provvidenza, mentre celebrava messa; la Commissione della Verità delle Nazioni Unite attribuì l’ordine dell’omicidio al maggiore Roberto D’Aubuisson, senza che nessuno sia mai stato condannato. Il funerale di Romero, celebrato in questa cattedrale il 30 marzo 1980 davanti a decine di migliaia di persone, fu segnato da esplosioni e spari che provocarono una fuga precipitosa nella piazza antistante: le stime dei morti variano sensibilmente a seconda della fonte, tra i trenta e i cinquanta, la maggior parte per calpestamento e non per arma da fuoco, mentre centinaia rimasero feriti. Romero fu dichiarato martire da papa Francesco il 3 febbraio 2015, beatificato il 23 maggio 2015 in una cerimonia tenutasi non qui ma in piazza El Salvador del Mundo, e canonizzato santo il 14 ottobre 2018 in piazza San Pietro. Papa Giovanni Paolo II visitò questa cattedrale e pregò davanti alla tomba di Romero in due occasioni, nel 1983 e nel 1996; papa Francesco non ha mai visitato di persona San Salvador. La guerra civile colpì duramente il clero salvadoregno anche altrove: il 16 novembre 1989, sei gesuiti dell’Università Centroamericana, insieme alla loro governante e alla figlia di lei, furono uccisi dal battaglione Atlacatl, unità d’élite dell’esercito addestrata dagli Stati Uniti, in un episodio distinto da questa cattedrale ma appartenente alla stessa stagione di violenza contro la Chiesa cattolica salvadoregna.
About the Cathedral
The Metropolitan Cathedral of San Salvador, seat of the Archdiocese of San Salvador on Plaza Barrios in the historic center, is the third cathedral built on this site, its cornerstone laid in 1956 but not consecrated until 19 March 1999 after decades of civil-war interruption. It holds the crypt tomb of Saint Óscar Romero, canonized in 2018.
Key facts
- 12 October 1956: cornerstone of the current cathedral blessed
- 19 March 1999: cathedral finally consecrated, after a construction gap during the civil war
- 24 March 1980: Archbishop Óscar Romero assassinated at a hospital chapel, not this cathedral
- 30 March 1980: a stampede triggered by gunfire and explosions at Romero’s funeral here killed an estimated 30–50 mourners
- December 2011: Fernando Llort’s ceramic-tile mural facade removed by archdiocesan order, without consulting the artist
- 14 October 2018: Romero canonized a saint by Pope Francis; his tomb in this cathedral’s crypt is a major pilgrimage site
History
Begun in 1956 and not finished until 1999 after the Salvadoran Civil War halted construction for years, the cathedral became, even before its completion, the burial place of Archbishop Óscar Romero, assassinated in 1980 for his outspoken defense of the poor and opposition to state violence. His funeral here on 30 March 1980 turned into one of the war’s defining tragedies when explosions and gunfire in the crowded plaza triggered a stampede, killing dozens; the cathedral’s crypt has since become a pilgrimage site, especially after Pope Francis declared Romero a saint in 2018.
What you see
A cream-colored Neoclassical facade rises between twin bell towers flanking a rose window and the inscription “EL SALVADOR DEL MVNDO,” beneath a large dome patterned in chevron-tiled color; the plain current facade replaced Fernando Llort’s colorful ceramic-mosaic mural in 2011.
Practical information
- Opening hours: generally open daily outside services; check current hours before visiting
- Address: 2a Avenida Sur No. 213, San Salvador, El Salvador
Getting there
The cathedral stands on the north side of Plaza Barrios in San Salvador’s historic center, near the National Palace and National Theater. GPS: 13°41′54″N, 89°11′27″W.
Nearby
- National Palace of El Salvador — the former seat of government, facing the same historic Plaza Barrios
Sources
- Wikipedia — “Metropolitan Cathedral of San Salvador,” “Óscar Romero,” “1989 killings of Jesuits in El Salvador”
- Catholic-Hierarchy.org — Archdiocese of San Salvador records
- Vatican News, Jesuits.org, NPR — coverage of Romero’s canonization and the UCA Jesuit massacre
- Fox News, Pulitzer Center, France 24 The Observers — coverage of the 2011 removal of the Fernando Llort mural facade
- Vatican official itinerary archive — Pope John Paul II’s 1983 and 1996 visits to El Salvador
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