Metropolitan Cathedral: a buried marshal, a poisoned archbishop, an assassinated president — inside one of the first twelve UNESCO sites on Earth

Metropolitan Cathedral of Quito, Ecuador, a Gothic-Mudéjar cathedral on Plaza Grande, burial place of Antonio José de Sucre and part of the first group of UNESCO World Heritage Sites inscribed in 1978
Metropolitan Cathedral, Quito, Ecuador. Photo: Ymblanter, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Quito, Ecuador · consacrata nel 1572 · tomba del maresciallo Antonio Jose de Sucre · sede di un arcivescovo avvelenato in Chiesa nel 1877 · nel primo gruppo di siti UNESCO al mondo, 1978

Metropolitan Cathedral: a buried marshal, a poisoned archbishop, an assassinated president — inside one of the first twelve UNESCO sites on Earth

A Quito, in Ecuador, poco dopo la fondazione della città da parte di Sebastian de Benalcazar nel 1534, il primo parroco Juan Rodriguez fece costruire una modesta chiesa in adobe e paglia sul lato meridionale della futura piazza principale; papa Paolo III eresse la diocesi di Quito l’8 gennaio 1545, nominando primo vescovo Garcia Diaz Arias. La costruzione dell’attuale cattedrale in pietra iniziò, a seconda della fonte accademica, nel 1560 o nel 1562, sotto la direzione dell’arcidiacono Pedro Rodriguez de Aguayo, con il lavoro comunitario delle mingas che coinvolse canonici, coloni spagnoli e residenti indigeni, e i costi divisi tra tesoro reale, coloni e comunità indigena; la cattedrale fu consacrata solennemente il 28 giugno 1572 dal secondo vescovo, fra Pedro de la Pena. In stile gotico-mudejar nella struttura originaria, con aggiunte barocche e neoclassiche accumulate nei secoli, l’edificio presentò inizialmente pareti in adobe e legno, poi ricostruite in pietra, con un soffitto a cassettoni in legno di cedro di ispirazione mudejar e cupole rivestite di ceramica smaltata verde. All’interno si trova la scultura del “Descendimiento di Cristo”, nota come “la Sabana Santa”, opera dello scultore indigeno Manuel Chili, detto Caspicara, da non confondere con la sua “Assunzione della Vergine” custodita invece nella chiesa di San Francesco; un dipinto di Miguel de Santiago raffigurante la Dormizione della Vergine, realizzato nel XVII secolo per il coro, fu invece rimosso durante una ristrutturazione del 1797 e sostituito dall’Assunzione di Manuel de Samaniego, per cui non risulta che l’opera di Santiago sia oggi esposta nell’edificio. Nella cattedrale riposano le spoglie del maresciallo Antonio Jose de Sucre, eroe dell’indipendenza sudamericana assassinato a Berruecos nel 1830: dopo essere state nascoste e trasferite più volte dalla vedova per proteggerle da profanazioni, le sue spoglie furono ritrovate nel 1900 nel convento del Carmen Bajo e trasferite alla cattedrale il 4 giugno di quell’anno, settantesimo anniversario della morte, per essere infine collocate, il 25 agosto 1932, nel mausoleo appositamente costruito dall’architetto Augusto Ridder, con sculture di Luis Mideros e dipinti di Victor Mideros, in un sarcofago ricavato da andesite del vulcano Pichincha. Il 6 agosto 1875 il presidente Gabriel Garcia Moreno fu attaccato nei pressi del Palazzo di governo, sulla Plaza Grande, da Faustino Rayo e complici, in un attentato di matrice politica alimentato anche dal pamphlet di Juan Montalvo contro la sua rielezione; le fonti divergono sull’esatta sequenza degli eventi, ma concordano che fu portato morente nella cattedrale, dove ricevette l’estrema unzione e morì poco dopo — non risulta invece confermato con certezza che l’attacco fisico sia avvenuto sui gradini della cattedrale stessa, come talvolta si racconta. Il 30 marzo 1877, Venerdì Santo, l’arcivescovo Jose Ignacio Checa y Barba morì tra le convulsioni poco dopo aver bevuto il vino consacrato durante la messa dei presantificati, notandone l’amarezza; l’autopsia rivelò avvelenamento da stricnina e nessuno fu mai processato per il fatto. La diocesi fu elevata ad arcidiocesi metropolitana il 13 gennaio 1848 da papa Pio IX; l’attuale arcivescovo è monsignor Alfredo Jose Espinoza Mateus, salesiano, in carica dal 2019. L’edificio ha subito danni documentati in una lunga serie di terremoti, tra cui quelli del 1587, 1660 (legato all’eruzione del vulcano Pichincha), 1755 (descritto come gravissimo da una fonte accademica basata su documenti d’archivio, ma come relativamente lieve da altre fonti), 1797 (che causò la caduta delle torri, con ricostruzione diretta dal barone di Carondelet e dall’ingegnere Antonio Garcia, completata nel 1807), e successivi crolli del campanile nel 1859 o nel 1868, secondo fonti discordanti, ricostruito infine nel 1930 in stile “elmo prussiano”; dopo il terremoto del 1987 le fondamenta furono rinforzate con micropali. Nel 1978 il centro storico di Quito, di cui la cattedrale fa parte per nome esplicito nel testo stesso dell’iscrizione UNESCO, fu incluso nel primissimo gruppo di dodici siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità nella storia dell’UNESCO.

About the Metropolitan Cathedral

In Quito, Ecuador, shortly after Sebastián de Benalcázar founded the city in 1534, the first parish priest Juan Rodríguez built a modest adobe-and-thatch church on the south side of the future main plaza; Pope Paul III erected the Diocese of Quito on 8 January 1545, naming García Díaz Arias its first bishop. Construction of the current stone cathedral began, depending on the academic source, in 1560 or 1562, under Archdeacon Pedro Rodríguez de Aguayo, using communal minga labor from canons, Spanish settlers, and indigenous residents alike, with costs split among the royal treasury, settlers, and the indigenous community; the cathedral was solemnly consecrated on 28 June 1572 by the second bishop, Fray Pedro de la Peña.

Key facts

  • 1560/1562-1572: the stone cathedral built and consecrated
  • 13 January 1848: elevated to a metropolitan archdiocese by Pope Pius IX
  • 6 August 1875: President Gabriel García Moreno dies here after being fatally attacked nearby
  • 30 March 1877: Archbishop José Ignacio Checa y Barba dies of strychnine poisoning during Mass
  • 25 August 1932: the mausoleum of independence hero Antonio José de Sucre is inaugurated inside the cathedral
  • 1978: Quito’s historic center, naming this cathedral explicitly, becomes one of the first twelve UNESCO World Heritage Sites ever inscribed

History

Consecrated in 1572 after a construction campaign begun in the 1560s, this cathedral has weathered centuries of earthquakes, an archbishop’s poisoning during Mass in 1877, and a president carried in to die after an 1875 political assassination nearby. It also holds the final resting place of Marshal Antonio José de Sucre, whose remains were hidden, rediscovered, and finally enshrined here in a purpose-built 1932 mausoleum — seven decades after his own assassination, and a century after independence.

What you see

A Gothic-Mudéjar structure carries Baroque and Neoclassical additions layered on over centuries of earthquake repair, its cedar coffered ceiling and green-glazed domes framing Manuel Chili “Caspicara”‘s sculpted “Holy Shroud” group. The Sucre mausoleum’s andesite sarcophagus, carved from Pichincha volcano stone, sits alongside chapels rebuilt after repeated seismic damage, including the 1797 quake that toppled the original towers.

Practical information

  • Opening hours: generally open daily outside services; check current hours before visiting
  • Address: Plaza Grande (Plaza de la Independencia), Calle García Moreno, Centro Histórico, Quito, Ecuador

Getting there

The cathedral stands on the southwest side of Plaza Grande in Quito’s historic center, beside the Carondelet Palace. GPS: 0°13′14″S, 78°30′45″W.

Nearby

  • Carondelet Palace — Ecuador’s seat of government, adjoining the cathedral on Plaza Grande

Sources

  • Carmona Moreno, Félix (OSA) — “Catedral de Quito,” in El Mundo de las Catedrales, Real Monasterio del Escorial, 2019
  • Romero Sánchez, Fernández Garrido, et al. — “La Catedral de Quito y el Terremoto de 1755,” Actas del III Congreso Internacional de Barroco Iberoamericano, 2001
  • Encyclopedia.com, citing the New Catholic Encyclopedia — “Checa y Barba, José Ignacio”
  • UNESCO World Heritage Centre — “City of Quito,” inscribed 1978

Hero image: Metropolitan Cathedral, Quito, by Ymblanter, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Editorial text © Cultural Heritage Online, 2026.

📷 Diventa un fotografo di Cultural Heritage Online

Condividi le tue foto dei luoghi: restano pubblicate con la tua firma come autore. Più vengono viste, più ti fai conoscere — e presto un concorso premierà le foto più apprezzate.

Accedi o registrati gratis per aggiungere una foto
📋 Copy & share on social
Scroll to Top