Cathedral of Saint Joseph: the only Catholic cathedral in a country where citizens cannot legally set foot inside as worshippers
A Nouakchott, capitale della Repubblica Islamica di Mauritania, la cattedrale di San Giuseppe fu consacrata il 15 dicembre 1968, dopo circa undici mesi di lavori iniziati il 15 gennaio dello stesso anno, sotto il primo vescovo della diocesi, Michel Bernard, dei Padri dello Spirito Santo; non risulta documentato il nome di un architetto, e un’affermazione talvolta ripetuta online secondo cui l’edificio si ispirerebbe deliberatamente a una tenda nomade non ha trovato riscontro in alcuna fonte primaria consultata, e va quindi considerata non verificata. La diocesi di Nouakchott, unica giurisdizione cattolica di tutto il paese, fu eretta il 18 dicembre 1965 da papa Paolo VI, distaccandola dalla prefettura apostolica di Saint-Louis-du-Senegal; la presenza cattolica nella regione risale però all’epoca coloniale francese, con la responsabilità della prefettura affidata nel 1955 ai Padri dello Spirito Santo, in una Nouakchott che era allora un piccolo villaggio di pescatori, scelto come nuova capitale nazionale solo nel 1958. Un’espulsione di massa nel 1989 di circa duecentomila persone non mauritane, secondo la diocesi stessa, dimezzò la popolazione cristiana della città. Oggi la comunità cattolica mauritana conta, secondo dati del 2022, circa quattromila fedeli su una popolazione nazionale di oltre quattro milioni, quasi interamente stranieri di una quarantina di nazionalità diverse, lavoratori migranti dell’Africa subsahariana, diplomatici ed espatriati: la costituzione mauritana riserva infatti l’islam ai propri cittadini, che non possono legalmente praticare altre religioni, mentre le funzioni religiose non islamiche restano riservate agli stranieri e il proselitismo è vietato per legge. Il codice penale mauritano prevede formalmente la pena di morte per apostasia e blasfemia, rafforzata da una legge del 2018 che rese la pena capitale automatica per alcuni reati di blasfemia togliendo la discrezionalità giudiziaria precedente; nessuna esecuzione per questi reati risulta però essere stata eseguita dagli anni Ottanta, secondo i rapporti del Dipartimento di Stato statunitense. Il rischio concreto per i cristiani in Mauritania è venuto storicamente più dalla violenza jihadista che dall’azione dello Stato: l’operatore umanitario statunitense Christopher Leggett fu ucciso a Nouakchott il 23 giugno 2009, con la rivendicazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico, che lo accusò di proselitismo, accusa da lui negata; nel novembre-dicembre 2023, circa quindici-diciotto cristiani furono brevemente arrestati a Selibaby dopo la diffusione online di un video di un battesimo, per essere poi rilasciati senza accuse. Paradossalmente, proprio nel 2018, anno dell’inasprimento della legge sulla blasfemia, la Santa Sede accreditò il proprio primo nunzio apostolico presso la Mauritania, monsignor Michael Wallace Banach, che presenterà le credenziali il 23 ottobre di quell’anno; le relazioni diplomatiche formali tra Santa Sede e Mauritania risalgono però già al 9 dicembre 2016. Nessun papa ha mai visitato la Mauritania.
About the Cathedral
In Nouakchott, capital of the Islamic Republic of Mauritania, the Cathedral of Saint Joseph was consecrated on 15 December 1968, after roughly eleven months of construction begun on 15 January that year, under the diocese’s first bishop, Michel Bernard, of the Congregation of the Holy Spirit. No source names an architect, and a sometimes-repeated claim that the building was deliberately designed to evoke a nomadic tent could not be traced to any primary source and should be treated as unverified.
Key facts
- 18 December 1965: the Diocese of Nouakchott erected by Pope Paul VI
- 15 December 1968: the cathedral consecrated
- 1989: mass expulsions reportedly halve the city’s Christian population
- Roughly 4,000 Catholics nationwide, almost entirely foreign migrant workers and diplomats
- Mauritanian citizens are legally barred from practicing any religion but Islam
- 9 December 2016: the Holy See and Mauritania establish diplomatic relations
History
Built into a capital city barely older than itself, this cathedral has always served a congregation of foreigners rather than citizens, in a country whose constitution reserves Islam for Mauritanian nationals. Its real dangers have come less from the state — no one has been executed for apostasy or blasphemy since the 1980s, despite a 2018 law hardening the penalty on paper — than from jihadist violence, most starkly in the 2009 killing of an American aid worker accused of proselytizing, a charge he denied.
What you see
A curved white facade rises from a low, sand-colored perimeter wall, its sail-like silhouette framing a wooden double entrance door, with desert trees standing in the forecourt beyond.
Practical information
- Opening hours: generally open daily outside services; check current hours before visiting
- Address: Ilot K131, Tévragh-Zeïna, Nouakchott, Mauritania
Getting there
The cathedral stands in the Tévragh-Zeïna district of Nouakchott, near the city’s embassies. GPS: 18°05′42″N, 15°58′51″W.
Nearby
- Tévragh-Zeïna — Nouakchott’s diplomatic and embassy district, surrounding the cathedral
Sources
- Wikipedia — “Roman Catholic Diocese of Nouakchott” and “Freedom of religion in Mauritania”
- evechenkc.org — official Diocese of Nouakchott site
- Catholic-Hierarchy.org and GCatholic.org — Diocese of Nouakchott records
- US State Department — International Religious Freedom Reports, Mauritania
- Contemporary news coverage — the 2009 killing of Christopher Leggett and the 2023 Sélibaby baptism arrests
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