Monica Bonvicini, As Walls Keep Shifting
La personale di Monica Bonvicini, a cura di Nicola Ricciardi con Samuele Piazza, allestita al Binario 1 delle OGR-Officine Grandi Riparazioni, include una grande installazione site specific nella quale l'architettura dello spazio espositivo diventa elemento di critica e riflessione, coinvolgendo fisicamente anche il visitatore.
In particolare come suggerisce il titolo della mostra, una frase tratta dal romanzo House of Leaves di Mark Z. Danielewski, l'artista si interroga sul rapporto dell'uomo con l'ambiente costruito e l'atto di costruirsi una casa, inteso come un esercizio artistico, diventa occasione di indagine sulle tematiche connesse alla creazione dello spazio privato, quali l'isolamento, le dinamiche di esclusione e di risentimento. Monica Bonvicini divide in due lo spazio espositivo all'interno dell'ex officina ferroviaria, grazie all'uso di luci teatrali, trasformandolo in un palcoscenico per le sue opere. L'artista, quindi, realizza un'imponente struttura a forma di casa, utilizzando la tipologia di una caratteristica bifamiliare costruita nel nord Italia negli anni '60 e '70. Il telaio in legno resta vuoto, come se si dovessero ancora aggiungere pareti, finestre, cavi e servizi e le planimetrie originali sono costruite solo per metà: la creazione di uno spazio negativo, ovvero l'assenza della parte speculare della casa, invita il visitatore a a considerare il vuoto lasciato nell'ambiente. La struttura, scultura a grande a scala e sistema espositivo, contiene un altro suo lavoro luminoso, White Out (2019). All'esterno della casa sono collocate altre opere, fra le quali la serie fotografica Italian Homes (2019) che può essere considerata il punto di partenza dell'installazione. Nelle immagini sono ritratte delle villette bifamiliari lombarde degli anni ’60, ma ogni fotografia è diversa dalle altre per come gli edifici sono stati modificati, ristrutturati, ridipinti, decorati esprimendo così l'identità dei proprietari. Rispetto a un progetto sociale di architetture concepite per offrire pari condizioni abitative ai suoi abitanti, emerge il contrasto dell'individualità e della singolarità rispetto alla standardizzazione e all'omogeneizzazione.
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