Digital Seed
Digital Seed – Unauthorized Act 3 Giuliano Ravazzini 01/04/2019-30/06/2019
Il Tate Community Garden è sede delle semine di Giuliano Ravazzini, happening che l’artista esegue regolarmente in luoghi istituzionali pubblici, conosciuti.
Si tratta del orto giardino posto fra la Tate Modern e il Tamigi, luogo simbolo dell’arte contemporanea, dell’architettura e del paesaggio inglese, scelto come obiettivo delle “semine” temporanee, previste dal 01/01/2019 al 30/06/2019.
L’intento dell’artista, non è suggestionare i presenti incuriositi dalla performance ma piuttosto è produrre un happening per il web dal messaggio molto chiaro: l’arte è altrove, recupero creativo dell’attenzione e sviluppo narrativo nel web.
Ripercorrendo il mito del luogo ideale l’artista è spinto a immaginarne la fine, quantomeno a rappresentare il seme del cambiamento: Il Tate Community Garden è parte di un museo attivo nello svolgere le proprie funzioni, ma inadeguato a conquistare l’attenzione dei visitatori che sono al centro della scena ma distaccati e altrove, rapiti da surrogati virtuali, un perfetto luogo di confine e soglia simbolica per entrare in una più ampia e complessa area sensoriale dove la grammatica dell’arte può svilupparsi in modo esponenziale.
Dunque l’artista arriva al pubblico direttamente nei loro device, il quale assiste alla performance sugli smartphone, nonostante avvenga nella realtà fisica davanti ai loro occhi, l’attrazione irresistibile per il mondo virtuale, è il motore della performance che estende e continua il racconto, negli hub e nei social attivi on line.
Un processo creativo assai interessante che trova una via maestra per dialogare e ottenere attenzione da un pubblico informato e disincantato desideroso di emozioni forti, che forse la realtà vera non è più in grado di dare.
L’uomo iper connesso assimila immagini e suggestioni continuamente, è nel racconto egli stesso come autore, libero di vagare senza vincoli e soprattutto artefice e creatore di contenuti, comunicare in Internet è di fatto la via maestra per vivere esperienze forti, perciò se è vero che in quel mondo evolve la nostra sfera sensoriale e intellettiva, allora l’arte nel suo processo estetico concettuale è costretta ad agire attraverso di esso.
Un passaggio epocale per l’arte che ci impone una revisione completa del valore immagine, non più icona o soggetto da contemplare, ma messaggio visivo istantaneo, significante che sospende i canoni estetici ortodossi e assume su di sé i valori del mezzo, che oggi possiamo definire poli contestuale, dialogica, processuale, evenemenziale, senza luogo, nomade e mixata.
Riflessioni e progetti che Giuliano Ravazzini propone al suo pubblico da molti anni con opere condivise nel web come (10 link to Zabaalen), (Bitphilia), (Flux), (War Garden Link), (Migrazioni di Microazioni), (Xenos), (Flux).
Tate Community Garden – Cardinal Cap Alley, London SE1 9JE, Regno Unito
https://bitfluxus.wordpress.com http://giulianoravazzini.blogspot.com/
