Dolomiti — Patrimonio Naturale UNESCO

Dolomiti — Patrimonio Naturale UNESCO
Dolomiti — Patrimonio Naturale UNESCO. Photo via Wikimedia Commons.
Dolomiti, Trentino-Alto Adige e Veneto, Italia · Dolomieu 1790 · primo salita Tre Cime 1933 · UNESCO 2009 (rif. 1237)
Dolomiti — Patrimonio Naturale UNESCO

Nove gruppi montuosi di roccia dolomitica, incisi da pareti verticali e coronati da guglie che si accendono di rosa al tramonto. Le Dolomiti sono Patrimonio Naturale UNESCO dal 2009 per il loro valore geologico, e restano tra i paesaggi alpini più riconoscibili al mondo, dalle Tre Cime di Lavaredo all’altopiano delle Pale di San Martino.

At a glance

Le Dolomiti UNESCO comprendono nove sistemi separati distribuiti tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli, per una superficie complessiva di 141.903 ettari. Il gruppo più esteso è quello di Pale di San Martino–San Lucano–Dolomiti Bellunesi–Vette Feltrine, che include l’altopiano carsico delle Pale, il più vasto tavolato dolomitico delle Alpi. Il punto più alto dell’intero sistema è la Marmolada, 3.343 metri.

Tra i sistemi più noti figurano le Dolomiti Settentrionali, che comprendono le Tre Cime di Lavaredo, il Puez-Odle con le guglie delle Odle visibili dall’altopiano di Seceda, e lo Sciliar-Catinaccio-Latemar, dove il gruppo del Catinaccio è celebre per il fenomeno dell’Enrosadüra, l’arrossamento della roccia al tramonto.

Key facts

  • Nome: derivato dal geologo francese Déodat de Dolomieu, che nel 1790 individuò nelle rocce tirolesi un carbonato doppio di calcio e magnesio diverso dal comune calcare; il minerale fu battezzato dolomite nel 1792 dal mineralogista ginevrino Horace-Bénédict de Saussure.
  • Estensione UNESCO: nove sistemi seriali per 141.903 ettari complessivi, riconosciuti nel 2009 con riferimento 1237.
  • Vetta più alta: Marmolada, 3.343 metri.
  • Origine geologica: antica barriera corallina tropicale del Triassico, formatasi circa 240-230 milioni di anni fa in un mare caldo poco profondo, poi trasformata chimicamente in dolomite e sollevata dall’orogenesi alpina.
  • Chimica distintiva: la dolomite (CaMg(CO₃)₂) si dissolve più lentamente del calcare comune, il che spiega le pareti verticali tipiche del paesaggio dolomitico e, insieme all’angolo di sfaldatura dei cristalli, il fenomeno dell’Enrosadüra.

History

La roccia dolomitica nasce da una barriera corallina tropicale che prosperava circa 240 milioni di anni fa nel Mar della Tetide, popolata da organismi come i tubifiti e i grandi bivalvi Megalodon, i cui fossili sono ancora visibili nelle rocce delle Pale di San Martino. Dopo la morte della barriera, un processo chimico chiamato dolomitizzazione sostituì il calcite originario con dolomite, prima che l’orogenesi alpina sollevasse l’intero blocco alle quote attuali.

L’alpinismo moderno nelle Dolomiti comincia nell’Ottocento, con le prime salite alle Tofane e alla Croda da Lago guidate da Paul Grohmann. Il capitolo più celebre resta la prima ascensione della parete nord della Cima Grande di Lavaredo, compiuta il 14 agosto 1933 da Emilio Comici e dai fratelli Angelo e Giuseppe Dimai, un’impresa che segnò una tappa fondamentale dell’alpinismo del Novecento. Reinhold Messner, nato a Bressanone nel 1944 e primo uomo a salire tutti i quattordici Ottomila, si formò proprio tra le Odle e le Geislerspitzen sopra la sua città natale.

Il riconoscimento UNESCO è arrivato nel 2009, con riferimento 1237: si tratta della più grande iscrizione seriale transfrontaliera in Italia e del primo sito naturale italiano inserito principalmente per il suo valore geologico.

What you see

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo è un percorso ad anello di circa 2,7 chilometri con dislivello contenuto, che parte dai pressi del Rifugio Auronzo e offre da Forcella Lavaredo la vista più nota sulla parete nord della Cima Grande. Alle Pale di San Martino, la cabinovia da San Martino di Castrozza porta all’altopiano carsico, una distesa di lapiaz a circa 2.600 metri circondata da pareti verticali alte diverse centinaia di metri: la traversata tra i rifugi Rosetta, Velo della Madonna e Pradidali attraversa uno dei paesaggi carsici più spettacolari delle Alpi.

Al Passo Costalunga, con vista sul Catinaccio, si osserva l’Enrosadüra, l’arrossamento della roccia che raggiunge il picco poco prima del tramonto e talvolta si intensifica nei minuti successivi. In Val di Fassa, la funivia da Canazei sale al Sass Pordoi, da cui il gruppo del Sella appare a distanza ravvicinata. A Cortina d’Ampezzo, in estate, un breve cammino da Passo Falzarego porta alle Cinque Torri, che ospitano anche un museo dedicato alla Prima guerra mondiale scavato nella roccia.

Practical information

  • Accesso alle Tre Cime: tramite strada a pedaggio fino al Rifugio Auronzo; per condizioni e costi aggiornati conviene consultare i canali ufficiali del sistema Dolomiti UNESCO o degli enti locali.
  • Impianti di risalita: cabinovie e funivie collegano San Martino di Castrozza alle Pale e Canazei al Sass Pordoi; orari e tariffe variano stagionalmente e vanno verificati direttamente presso i gestori.
  • Periodo migliore: l’estate per le escursioni in quota, con giugno e ottobre ancora segnati da residui nevosi sull’altopiano delle Pale; il tramonto è il momento indicato per osservare l’Enrosadüra sul Catinaccio.
  • Sci alpino: Cortina d’Ampezzo dà accesso al comprensorio Dolomiti Superski, che collega dodici aree sciistiche.

Getting there

Cortina d’Ampezzo è il punto di riferimento principale per le Dolomiti Settentrionali; da qui si raggiungono Dobbiaco, punto di partenza per le Tre Cime di Lavaredo, e Passo Falzarego, accesso alle Cinque Torri. San Martino di Castrozza serve le Pale, Canazei la Val di Fassa e il Sella, mentre Bolzano è il riferimento per il Passo Costalunga e il Catinaccio.

Nearby

  • Dobbiaco — punto di accesso alle Tre Cime di Lavaredo.
  • Passo Costalunga — circa 40 km da Bolzano, terrazza panoramica sul Catinaccio per l’Enrosadüra.
  • Canazei e Val di Fassa — accesso al Sass Pordoi e al gruppo del Sella.
  • San Martino di Castrozza — cabinovia per l’altopiano delle Pale.

Sources

  • UNESCO
  • Università di Padova, dipartimento di glaciologia
  • Messner Mountain Museum

Hero image via Wikimedia Commons. Editorial text © Cultural Heritage Online, 2026.

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