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Il bombardamento per errore di Venafro — 15 marzo 1944

15 March 1944
Il bombardamento per errore di Venafro — 15 marzo 1944

Il 15 marzo 1944, mentre 435 bombardieri alleati sganciano oltre 1.250 tonnellate di bombe su Cassino nel tentativo di aprire la strada a un nuovo assalto (l’inizio della Terza battaglia, l’operazione «Dickens»), alcune formazioni scambiano il monte Santa Croce, sotto cui sorge Venafro, per l’obiettivo designato. Le prime ondate sganciano il carico sulla città molisana; le successive, vedendo il fumo, seguono l’esempio. A Venafro, in quel momento, si erano rifugiati gli sfollati allontanati dai dintorni di Cassino dopo la distruzione dell’abbazia un mese prima, oltre al comando francese del generale Juin.

Sul numero delle vittime le fonti non concordano, e la Storia Ufficiale dell’esercito statunitense lo dice esplicitamente: i suoi registri parlano di 17 militari e 40 civili morti, con la nota che «altre fonti indicano cifre molto più alte». Il registro dei decessi del comune di Venafro, raccolto dallo storico locale Giovanni Petrucci consultando l’anagrafe, elenca 91 vittime nominate tra Venafro e i paesi vicini; altre ricostruzioni giornalistiche parlano di 140 morti, altre ancora di oltre 300 tra civili e militari. Nessuna di queste cifre ha mai prevalso sulle altre. Il generale Mark Clark, comandante della V Armata americana, la definì «una tragedia sconvolgente».

Un errore di rotta di poche decine di chilometri, tra due valli che si assomigliano dall’alto, costò a Venafro quello che Cassino stava subendo lo stesso giorno per obiettivo dichiarato. Una targa commemorativa, dedicata il 15 marzo 2010 nel parco della memoria della città, ricorda oggi le vittime civili e militari di quell’errore. La scheda dell’Abbazia di Montecassino racconta la distruzione del monastero, un mese prima, che aveva provocato lo sfollamento delle famiglie poi coinvolte a Venafro.

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